Chavez e le sue alleanze pericolose.

Indian Savage non si caratterizza per essere un blog che di solito comprende contenuti di politica e attualitá, comunque, crediamo che la moda, bellezza e stile di vita non devono prendere le distanze ed essere indiferenti a ciò che accade nel mondo e come italovenezuelani riteniamo prudente contribuire a informare sulla crisi in Venezuela.

Per comprendere con maggiore profondità e accuratezza gli eventi nuovi e turbolenti che si svolgono in Venezuela, è necessario guardare al passato.

Nel 2001 Hugo Chavez ha fondato le basi dell’attuale tragedia. Ha fatto diversi tour in cui oltre a visitare le principali capitali europee, si è dedicato a costruire il suo asse del male.

Distribuì repliche della spada di Bolivar attraverso Mosca, Minsk, Tripoli, Damasco, Baghdad e Pechino. Si astenne di andare a Pyongyang, ma tuttavia stabilì contatti con l’isolazionista e temuto regime della Corea del Nord e si dichiarò figlio di Fidel Castro. Tutti  governi e sistemi con punti comuni, posdemocrazie, plutocrazie, autocrazie, cleptocrazie, totalitarismi e tirannie con la bandiera del socialismo, il socialismo arabo o neosocialismo.

In Venezuela nessuno capiva, vedere a Chavez alla guida di una fuoristrada Toyota con Saddam Hussein, abracciare a Putin, ridere con Lukashenko, lodare a Gheddafi, chiamare fratello a Al Assad, giocare a baseball con Fidel o dichiarare la sua devozione a Mao nel parlamento cinese davanti a Xi Jinping era motivo di sottovalutazione, barzelette e speculazioni. Pochissimi analisi seri, obiettivi e di denuncia e quei pochi che hanno osato prevedere la tragedia mostrando la verità sono stati respinti.

E ‘stato molto difficile accettare che la bimba coccolata dei Caraibi, quella delle miss  e le reginedi bellezza, della New York di America Latina, le grandi feste di whiskie e champagne in ogni momento e il “al brutto tempo buona faccia” stava entrando in un abisso. L’abisso a cui siamo arrivati ​​oggi.

Venezuela oggi, la sua congiuntura attuale

L’attuale situazione venezuelana è definita da molti come il fallimento di un modello politico, economico e sociale. Per altri, come una crisi umanitaria. Per altri come il crollo di un intero paese e per molti altri, come il fallimento del comunismo e ancora, ci sono i soliti sinistrorsi che osano dire che si tratta di un socialismo mal applicato.

Tuttavia, personalmente, senza essere uno specialista in scienze politiche ma dopo anni di lettura e documentazione, penso di poter dire che il socialismo come una fase di transizione verso il comunismo che cerca la distruzione dello Stato nella sua forma tradizionale per andare verso la nascita dello Stato comunitario, è esattamente ciò che è stato tentato e genera ciò che vediamo oggi in Venezuela. In Venezuela è stato applicato il socialismo totale.

Ma il Venezuela che conosciamo oggi è anche un paese spezzato e rapito da una mega organizzazione criminale, in rovine e distrutto da un sistema tirannico e totalitario che usa il potere, la paura e i bisogni primari come forme di controllo.

Immaginate cosa vuol dire vivere in un paese in cui il governo ti considera il suo nemico? Com’è vivere in un paese in cui le libertà sono discutibili e rispondono al pensiero politico?

Se pensate che sia qualcosa semplice da capire a distanza, immaginate cosa significa vivere in un paese dove c’è un coprifuoco spontaneo al calar della sera senza essere in uno stato di guerra. In cui non esiste alcun tipo di sicurezza legale o cittadina, in cui si vive in uno stato poliziale di corte orwelliana (1984, George Orwell) e si coesiste con uomini armati in ogni angolo che probabilmente non sono ne poliziotti ne militari ma criminali che agiscono con compiacimento del regime. Dove l’inflazione è calcolata al 5,1% al giorno e l’acquisto di cibo è un rischio, i farmaci non sono disponibili nemmeno peruna semplice influenza e si stima che circa 5 milioni di persone in una emmigrazione apparentementespontanea, ma in risposta a ciò che di sfondo è unaespulsione ed epurazione politica, hanno lasciato il paese per via aerea, marittima e terrestre e persino camminando attraverso le Ande per raggiungere la Colombia, l’Ecuador, Peru, il Cile o l’Argentina.

¿Esagerato? Niente affatto, penso piuttosto di essere riduzionista.

Juan Guaidó, Venezuela e l’aiuto internazionale

Juan Guaidó è l’attuale presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela (parlamento) che rimanecome l’unica istituzione legittima nel vuoto di potere creato dall’ usurpazione di Nicolas Maduro il 10 gennaio scorso quando presse la presidenza dopo aver vinto le elezioni presidenziali dello scorso 20 maggio 2018 convocate arbitrariamente e illegittimamente dall’Assemblea nazionale Costituente convocata a modo irregolare, illegittimo e incostituzionale da Nicolas Maduro nel 2017.

¿Complesso? Un po ‘

Applichiamo un po ‘di logica associativa:

Se Nicolás Maduro, incostituzionalmente e illegittimamente (violando la costituzione), nel 2017 chiede un’assemblea costituente che a sua volta richiede elezioni presidenziali, cosa succede con quelle elezioni? Succede che sono incostituzionali e illegittime.

Se le elezioni presidenziali sono incostituzionali e illegittime, cosa succede al vincitore? Succede che questo è incostituzionale e illegittimo.

E se Maduro era ancora nel suo mandato, perché ora è illegittimo? Il mandato presidenziale in Venezuela ha una durata di 6 anni e Maduro doveva finire nel 2019, ma per la gravissima situazione  del paese e senza un pavimento di popolarità e sostegno, avendo vinto con solo una differenza di 1,5% dei voti nel 2013, e dopo aver perso piú del 50% in 3 anni, convocò nel 2017 quell’assemblea costituente che violava la costituzione per risparmiare e guadagnaretempo. Al convocare l’illegitema e incostituzionaleAssemblea  Nazionale Constituente in manieraillegittima, incostituzionale ed illegalmente aelezioni presidenziali nel 2018 e Maduro partecepare, implicitamente si é dimesso dal suomandato in corso, e da quel momento e più di facto dal 10 gennaio, quando ha presso posesso della presidenza, creo un’usurpazione del potere che filosoficamente deriva in un vuoto di potere.

Ritengo importante chiarire che la violazione costituzionale di Maduro di convocazione di una costituente é stata tecnica già che la costituzione venezuelana dà autorità al Presidente di consegnare la proposta di convocazione di una costituente all’ Assemblea Nazionale (Parlamento), che, come vuole la Costituzione, ha il dovere di analizzare, discutere, votare su di essa e, se approvata dovrà anche dare il mandato al Consiglio Nazionale Elettorale per la convocazione di elezioni per la creazione di un’Assemblea Nazionale Costituente, processo cheMaduro in modo autocratico, autoritarista, totalitaria, il corporatista saltò nella sua interezza.

In questo scenario compare Juan Guaidó, un  parlamentario eletto popolarmente che lo scorso 5 gennaio è stato nominato presidente del parlamentoe che lo scorso 23 gennaio a compressione del vuoto di potere creato dalla usurpazione del potere esecutivo da Nicolas Maduro, ha prestato giuramento davanti a una folla in assembleacittadina di approvazione popolare e il rispetto per gli articoli costituzionali 233, 333 e 350 come presidente ad interim del Venezuela nel tentativo di formare un governo di transizione e convocare aelezioni presidenziali nei prossimi mesi.

Questi articoli stabiliscono, il 233, come assoluta mancanza del presidente della Repubblica, le sue dimissioni, dando poteri al presidente dell’Assemblea Nazionale per sostituirlo in assenza assolutta anche del vicepresidente della Repubblica, anche lui inconstituzionale per quanto nominato da Maduro, riempire il vuoto di potere e convocare le elezioni. Il 333 stabilisce che la costituzione non perderà la sua validità se dovesse non essere presa in considerazione o abrogata mediante un meccanismo o un’organizzazione diversa da quella in essa prevista. E il 350, stabilisce che il popolo del Venezuela, ha l’obbligo di ignorare e ribellarsi contro qualsiasi governo o regime, legislazione o autorità che contrarie, violi o svaluti i valori, i principi e le libertà democratiche ei diritti umani.

Quindi, data la situazione politica e tragica situazione socio-economica, la repressione sistemica e sistematica e continue violazioni dei diritti umani da parte del potere esecutivo, il partito di governo e le forze armate e l’espressioni della volontà popolare  attraverso assemblee cittadine , le azioni di Juan Guaidó, attaccate alla costituzione sono rivestiti con una legittimazione assoluta, che a sua volta è rafforzata dal riconoscimento internazionale che lifornisce di poterte factico contro la violenta e criminale struttura chavista.

Tutto questo può mettere contro l’angolo al chavismo, ma sembra di essere indispensabile la partecipazione internazionale e possibili negoziati  per concedere garanzie di uscita ai membri della strutturata e articolata organizzazione criminale  chavista.

E si, non si tratta della semplice “uscita di un dittatore”. Ci sono una serie di elementi che complicano molto lo scenario, rendendo indispensabile la partecipazione internazionale.

In Venezuela ci sono circa 22.000 agenti cubani che controllano e dirigono la repressione nel paese con l’approvazione chavista.

Nelle pianure (centro del paese) ci sono forse altri 20.000 membri delle Farc-Ep che non hanno accettato l’accordo di pace colombiano e l’ELN colombiano che non sanno dove andare senza essere catturati.

Sull’isola di Margarita e il Venezuela orientale, c’è un numero elevato ma imprecisato di terroristi di Hezbollah che ne anche loro hanno  modo immediato e sicuro di andar fuori e sono stati infilati da Tarek El Aissami e Tarek William Saab,  membri dell’elite chavista e da Walid Makled, uomo d’affari siriano venezuelano, vicino a Chavez, che è stato catturato in Colombia a alcuni anni fa, dopo essere comparso su avvisi della DEA e Interpol come il 5 °narcotrafficante più ricercato del mondo e finanziatore del terrorismo arabo.

Ai vertici del governo ci sono membri dell’ETA e della mafia russa che gestiscono il traffico di armi. Così come alti ufficiali delle forze armate venezuelane sono legati ai cartelli messicani della droga  e alle mafie in Europa. Oltre alle oltre 18mila bande criminali in possesso di armi da guerra create e promosse da Chavez con la sua filosofia del “popolo in armi”.

Questa è l’uscita di un sincretismo mostruoso tra il totalitarismo comunista e l’infiltrazione di una congregazione criminale mascherata dal chavismo  per 20 anni, e che è, se non un caso senza precedenti, al meno  molto raramente visto nella storia. È questa la magnitudine del problema ed è per questo che la partecipazione internazionale è un imperativo.

Il 23 gennaio, il Venezuela è entrato in sala operatoria per un cancro che l’ ha invasa per 20 anni e per la prima volta il problema inizia ad essere trattato da un team di medici, a livello internazionale e con la gravità e la serietà che merita .

Speriamo, che il denaro mal avuto dai capi chavistinon continui ad acquistare coscienze politiche e diplomatiche per il mondo e in Venezuela si possano respirare ancora gli aromi della decenza, dell’onestà e della libertà.

Chavez y sus alianzas del mal.

Indian Savage no se caracteriza por ser un blog que incluya habitualmente contenidos de política o actualidad, sin embargo, consideramos que la moda, la belleza y los estilos de vida no tienen ni deben estar al margen de lo que sucede en el mundo ycomo italovenezolanos creemos prudente contribuir a informar sobre la crisis de Venezuela.

Para comprender con mayor profundidad y exactitud los nuevos y turbulentos acontecimientos desarrollados en Venezuela, es necesario dar una mirada al pasado.

En 2001 Hugo Chavez sentó las bases de la tragediaactual. Realizó varias giras en las que además de visitar las principales capitales europeas, se dedicó a construir su eje del mal. 

Distribuyó réplicas de la espada de Bolívar por Moscú, Minsk, Tripoli, Damasco, Bagdad y Beijing. Se abstuvo de visitar Pyongyang, sin embargo estableció contactos con el aislacionista y temidorégimen de Corea del norte y se declaró hijo de Fidel Castro. Todos, gobiernos y sistemas con puntos en común, posdemocracias, plutocracias, autocracias, cleptocracias, totalitarismos y tiranías con la bandera del socialismo, socialismo árabe o neosocialismo.

En Venezuela nadie lo entendió, ver a Chávezmanejando un rústico Toyota con Saddam Hussein, abrazarse con Putin, reír con Lukashenko, elogiar a Gheddafi, llamar hermano a Al Assad, jugar beisbol con Fidel o declarar devoción a Mao en el parlamento chino delante de Xi Jinping, fue motivo de subestimaciones, burlas y especulaciones. Muy poco análisis serio, objetivo y de denuncia y aquellos pocos que se atrevieron a predecir la tragedia mostrando la verdad fueron desestimados.

Era muy difícil aceptar que la niña mimada del Caribe, la de las misses y reinas de belleza, la de la New York de Latinoamérica, las fiestas de whiskie y champagne en todo momento y el “al.mal tiempo buena cara” estuviera entrando en un abismo. El abismo al que hemos llegado hoy.

  Venezuela hoy, su coyuntura actual

La coyuntura actual venezolana es definida por muchos como el fracaso de un modelo político, económico y social. Por otros, como una crisis humanitaria. Por otros como el colapso de todo unpaís y por muchos otros como el fracaso del comunismo y aún, están los izquierdistas trasnochados que se atreven a decir que es un socialismo mal aplicado.

Sin embargo, en lo personal, sin ser especialista en ciencias políticas pero tras años de lectura y documentación, creo poder opinar que el socialismo como fase de transición hacia el comunismo que busca la destrucción del Estado en su forma tradicional para dirigirse hacia el nacimiento del Estado comunal, es exactamente eso que se intentó y genera lo que hoy vemos en Venezuela. En Venezuela se aplicó el socialismo total.

Pero la Venezuela que hoy conocemos es también unpaís quebrado y secuestrado por una mega organización criminal, en ruinas y destruido por un sistema tiránico y totalitario que utiliza el poder, el miedo y las necesidades básicas como formas de control.

¿Imaginen cómo es vivir en un país donde el gobierno te considera su enemigo? ¿Cómo es vivir en un país en el que las libertades son cuestionables y responden al pensamiento político?

Si creen que se trata de algo sencillo de entender a distancia imaginen entonces lo que significa vivir en un país en el que hay un toque de queda espontáneo al anochecer sin estar en estado de guerra. En el queno hay ningún tipo de seguridad jurídica o ciudadana, en el que se vive en un estado policiacode corte orwelliano (1984, George Orwell)  y se convive con hombres armados en cada esquina que probablemente no son ni policías ni militares sino delincuentes que actúan con complacencia del régimen. Donde la inflación se calcula en 5.1% diario y comprar comida es un riesgo, no se consiguen medicinas ni para una simple gripe y se calcula que alrededor de 5 millones de personas en una aparente emigración espontánea pero de respuesta a lo que de fondo es una expulsión y purga politica, han dejado el país por aire, mar y tierra y hasta caminando a través de los Andes hasta llegar a la Argentina.

¿Exagerado? Para nada, creo mas bien ser bastante reduccionista.

Juan Guaidó, Venezuela y la ayuda internacional

Juan Guaidó es el actual presidente de la Asamblea Nacional de Venezuela (parlamento) que permanece como único poder legítimo ante el vacío de poder generado por la toma de posesión de NicolásMaduro el pasado 10 de Enero  tras la victoria en las elecciones presidenciales del pasado 20 de Mayo de 2018 convocadas de manera arbitraria e ilegítima por la Asamblea Nacional Constituyente convocada de manera irregular, ilegitima e inconstitucional por Nicolás Maduro en 2017.

¿Complejo? Un poco. 

Apliquemos un poco de lógica asociativa: 

¿Si Nicolás Maduro, de manera inconstitucional e ilegítima (violando la constitución) convoca en 2017 a una asamblea constituyente que a su vez convoca a una elección presidencial, qué sucede con esaelección? Que es inconstitucional e ilegítima.

¿Si la elección presidencial es inconstitucional e ilegitima, qué sucede con el ganador de la misma? Que es inconstitucional e ilegítimo.

¿Y si Maduro aún estaba en su mandato por qué ahora es ilegítimo? El mandato presidencial en Venezuela dura 6 años y el de Maduro vencía en 2019, pero ante la gravisima situación del país y sin un piso de popularidad sobre el cual sostenerse, habiendo ganado con tan solo una diferencia del 1,5% de los votos en 2013 y habiendo perdido más del 50% en 3 años convocó a dicha asamblea constituyente violando la constitución en 2017 para ganar tiempo. Al convocar la ilegítima e inconstitucional Asamblea Nacional Constituyente de manera ilegítima e ilegalmente a elección presidencial en 2018, Maduro participó renunciando implícitamente a su mandato en curso, desde ese momento y mas de facto el 10 de Enero pasado, momento en que se juramentó, se creo una usurpación de poder que filosóficamente deriva en un vacío de poder.

Considero importante aclarar que la violación constitucional de Maduro al convocar la constituyente fue técnica pues la constitución venezolana otorga potestad al presidente de la República para otorgar la propuesta de llamado y convocatoria a una asamblea constituyente a la Asamblea Nacional (parlamento) la cual, como dicta la constitución, tiene el deber de analizarla, discutirla, votarla y si es aprobada es quien debe dar el mandato al Consejo Nacional Electoral de llamar a elecciones para la creación de una Asamblea Nacional Constituyente, proceso que Maduro de manera autócrata, autoritaria, totalitaria y corporativista se saltó en su totalidad.

En éste escenario aparece Juan Guaidó, un jóven diputado, electo popularmente que el pasado 5 de Enero fue designado por el parlamento como su presidente y que el pasado 23 de Enero en compresión y entendimiento del vacío de poder generado por la usurpación del poder ejecutivo por parte de Nicolás Maduro, se juramentó mediante varios cabildos abiertos de aprobación popular y en respeto de los artículos constitucionales 233, 333 y 350 como presidente encargado de Venezuela en el intento de formar un gobierno de transición que convoque a elecciones presidenciales en los próximos meses.

Dichos artículos establecen, el 233, como falta absoluta del presidente de la Republica, su renuncia, dando potestades al presidente de la Asamblea Nacional para suplirlo, llenar el vacío de poder y convocar a elecciones en ausencia absoluta también del vicepresidente de la República quien a su vez es ilegítimo también por haber sido nombrado por Maduro. El 333, establece que la constitución noperderá su vigencia si fuese dejada de tomar en cuenta o derogada mediante algún mecanismo u organismo distinto a los previstos en ella misma. Y el 350, establece, que el pueblo de Venezuela, tiene la obligación de desconocer y rebelarse a cualquier gobierno o régimen, legislación o autoridad que contrarié, atente o menoscabe los valores, principios y libertades democráticas y derechos humanos.

De manera que, ante la coyuntura política, trágicarealidad socioeconómica, represión sistémica y sistemática y constantes violaciones a los derechos humanos por parte del Poder Ejecutivo, el partido de gobierno y las Fuerzas  Armadas y con la expresiónde la voluntad popular mediante los cabildos abiertos, las acciones de Juan Guaidó, apegado a la constitución se encuentran revestidas de una legitimidad absoluta que a su vez resulta reforzada por el reconocimiento internacional que le brinda poder fáctico de frente a la estructura de poder violento y criminal del chavismo.

Todo esto, puede arrinconar al chavismo, sin embargo parece resultar  indispensable la participación internacional y una posible negociación que otorgue garantías de salida a los miembros de la estructurada y articulada organización criminal chavista.

Y es que no se trata de la simple “salida de un dictador”. Existen una serie de elementos que complican mucho el escenario haciendo indispensable la participación internacional.

En Venezuela hay alrededor de 22.000 agentescubanos que controlan y dirigen la represión en el país con la aprobación chavista.

En los llanos hay posiblemente otros 20.000 miembros de las Farc-Ep que no aceptaron el acuerdo de paz colombiano y del ELN colombianoque no saben para donde irse sin que les atrapen.

En la isla de Margarita y el oriente del país hay un número grande aunque indefinido de terroristas de Hezbollah que tampoco tienen forma inmediata de salir de manera  segura y que han sido metidos por Tareck El Aissami, Tareck William Saab, miembrosde la élite chavista y Walid Makled, empresario sirio venezolano cercano al chavismo, capturado hace unos años en Colombia tras aparecer en las alertas de DEA e Interpol como el 5to narcotraficante mas buscado del mundo y financista del terrorismo árabe.

En las cúpulas  del alto gobierno hay miembros de ETA y de la mafia rusa que manejan el tráfico de armas. Así como altos oficiales de las fuerzas armadas venezolanos están vinculados a los carteles mexicanos de la droga y mafias de Europa. Ademásde las mas de 18 mil bandas delictuales con posesión de armamento de guerra creadas y fomentadas por el chavismo con su filosofía del “pueblo en armas”.

Se trata de la salida de un sincretismo monstruoso entre totalitarismo comunista y la infiltración de una  congregación criminal encubierta por el chavismodurante 20 años, y eso es un caso si no inédito, muy poco visto en la historia. Es esa la magnitud del problema y es por eso que resulta imperativa la participación internacional. 

El día 23 de Enero, Venezuela entró en el quirófanopara que la operasen de un cáncer que la ha estado invadiendo durante 20 años y por primera vez el problema comienza a ser tratado por un equipomedico, internacionalmente y con la gravedad y seriedad que amerita.

Esperemos, que el dinero mal habido no siga comprando conciencias políticas y diplomáticas por el mundo y en Venezuela se puedan volver a respirar los aromas de la decencia, la honradez y la libertad.

Gabriel Parra Dicillo

Enlaces de interes:– https://www.abc.es/internacional/abci-proclamacion-guaido-ajustada-constitucion-venezuela-201901250332_noticia.html– http://www.ntn24america.com/america-latina/venezuela/400-paramilitares-rusos-habrian-viajado-venezuela-para-proteger-maduro– http://www.ntn24.com/america-latina/venezuela/grupo-terrorista-hezbollah-reconoce-maduro-como-presidente-de-venezuela– http://www.el-nacional.com/noticias/columnista/hezbollah-venezuela_220823– https://www.infobae.com/america/colombia/2018/11/12/las-guerrillas-del-eln-y-las-disidencias-de-farc-estan-explotando-recursos-mineros-en-venezuela/– https://www.infobae.com/america/venezuela/2019/01/26/presencia-militar-narcotrafico-y-beneficios-petroleros-asi-es-la-intervencion-cubana-en-venezuela/– https://www.abc.es/internacional/abci-venezuela-narcotrafico-bendicion-nicolas-maduro-201712151959_noticia.html#ns_campaign=rrss-inducido&ns_mchannel=abc-es&ns_source=wh&ns_linkname=noticia-foto&ns_fee=0– https://www.elconfidencial.com/espana/2015-05-18/maduro-coloca-al-jefe-de-eta-en-venezuela-en-la-petrolera-estatal-con-un-sueldazo_794581/– http://efectococuyo.com/secundarias/eta-se-disolvio-pero-los-etarras-siguen-en-venezuela-y-otros-paises-latinoamericanos/– https://www.elnuevoherald.com/noticias/mundo/america-latina/venezuela-es/article161181468.html– https://www.cubanet.org/articulos/la-mafia-rusa-se-instala-en-venezuela/– https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-46516213– https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=p-gTDmRbtg4– https://www.infobae.com/2014/02/15/1543947-bandas-armadas-venezuela-un-monstruo-creado-el-chavismo/– https://www.infobae.com/america/venezuela/2019/01/24/el-grupo-terrorista-hezbollah-respaldo-al-regimen-de-nicolas-maduro/

Photo credits: El Pais, Infobae, El Coperante, Human Watch Rights