L’Italia come Ponzio Pilato

L'Italia come Ponzio Pilato

Riconoscimento del Parlamento europeo di Juan Guaidó

Nel nostro precedente post abbiamo dato la nostra opinione e chiarito ai nostri lettori dove giace la legalità costituzionale e la legittimità di Juan Guaidó e qual è la situazione attuale del Venezuela. In questa occasione, tuttavia, parleremo della posizione europea in merito al Venezuela.

Giovedì scorso, 31 gennaio, il Parlamento europeo, presieduto dal deputato italiano Antonio Tajani, rappresentante del partito politico di centro-destra Forza Italia, ha approvato una risoluzione di sostegno e riconoscimento di Juan Guaidó.

Questa risoluzione si basa su 4 punti fondamentali. In primo luogo, il riconoscimento e il sostegno di Juan Guaidó come presidente ad interim del Venezuela nel rispetto dell’articolo 233 del CNRBV e l’Assemblea nazionale come unico organo e potere democratico in Venezuela, per chiedere elezioni presidenziali libere e democratiche. Il secondo punto è il rifiuto dell’Europarlamento all’esercizio della violenza in Venezuela, in tutte le sue forme e origini. Il terzo punto è la creazione di un gruppo di contatto che avrà come mediatori il governo di Juan Guaidó e i governi dell’UE per garantire la realizzazione di dette elezioni. E il quarto punto è il rilascio dei giornalisti internazionali recentemente arrestati in Venezuela, tra cui un giornalista spagnolo.

La risoluzione è stata adottata dopo l’ultimatum dato dai governi di Spagna, Francia e Germania a Nicolas Maduro di tenere elezioni presidenziali libere in 8 giorni o avrebbero riconosciuto Juan Guaidó come presidente ad interim, in base agli articoli costituzionali del Venezuela, 233, 333 e 350. E spinta dal deputato spagnolo, Beatriz Becerra, chi promosse le discussione sul Venezuela nel Parlamento europeo e l’applicazione di sanzioni a funzionari chavisti nel 2017 e dal Presidente del Partito Popolare spagnolo Juan Pablo Casado, che chiede di nuove sanzioni UE per alti funzionari di chavisti come il blocco dei conti nelle banche e gli embarghi immobiliari nei territori dell’UE.

Questa risoluzione completa le decisioni dell’amministrazione Trump di mettere gli attivi della Repubblica Bolivariana del Venezuela bloccati in USA a disposizione dell’Assemblea Nazionale del Venezuela (Parlamento) e rafforza la sua legittimità brindandole un potere di fatto in mancanza del supporto dei vertici militari venezuelane, al servizio della dittatura narco-comunista.

Tuttavia, poiché non è una questione comunitaria, ma extracomunitaria, non è vincolante, lasciando il suo adempimento come una responsabilità di ciascuno degli Stati che, avendo raggiunto l’unanimità, avrebbe generato anche il riconoscimento dell’Unione europea a Guaidó.

Considero pertinente sottolineare che, anche se il Parlamento europeo è parte del progetto comunitario, l’unione è formata sia dal Parlamento che regola le questioni legislative, costituzionali e di bilancio e il Consiglio europeo, che riunisce i capi di Stato e di governo dei paesi dell’Unione che per gli affari interni é vincolato al Parlamento e, la Commissione europea che detiene il braccio esecutivo dell’ unione per gli affari interni e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, a carico oggi dall’italiana Federica Mogherini, che è nominata dal Consiglio europeo con l’approvazione della Commissione europea. Il che implica che i processi decisionali tendono ad essere piuttosto complessi.

Perché l’Italia non riconosce a Juan Guaidó?

Per essere vicini a una comprensione della situazione, dobbiamo chiarire alcuni dettagli che sono molto confusi e nell’aria.

Il primo è che non è l’Italia, ma una fazione politica del governo. Il secondo, che data la forma di governo, la struttura costituzionale e dello Stato e la situazione politica italiana di recente, l’attuale governo italiano è composto da 2 partiti con 3 esponenti che formano un triumvirato di corte romana, come lo storico di Pompeo Magno, Caio Giulio Cesare e Marco Crasso, oggi formato da Giuseppe Conte, Luigi di Maio e Matteo Salvini, quindi non si tratta del governo nel suo complesso ma di una delle 2 fazioni del governo. Sfortunatamente, quella che ha più peso.

La risoluzione del Parlamento europeo, trattandosi di una questione extracomunitaria, non è vincolante, quindi non obbliga i paesi ma chiama, in questo caso, al buon senso. Non essendo supportata dal Movimento 5 Stelle, fazione dominante del governo italiano, le reazioni contro di lui non sono mancate all’interno della grande comunità italo-venezuelana, italiani e personaggi politici liberali e di centro-destra oppositori del governo che basandosi nelle correnti ideologiche condivisi tra il M5S e il vecchio MVR di Chavez come l’altermondialismo, anti-sistema, anti-europeismo, nuovo ordine mondiale, ecc, ma anche per i loro presunti rapporti diretti di recente passato e di una volta con Chavez e la espressa ammirazione di esponenti del Movimento 5 Stelle come Alessandro di Battista per modelli “altermondialismo” e contro sistema come quello dell’ALBA (creato da Chavez) così come la conoscenza di questi leader dell’opposizione della situazione venezuelana e la condizione dei venezuelani ed italiani in Venezuela.

Il governo italiano sostiene la dittatura di Maduro?

Come italo-venezuelani, anche se non sosteniamo al M5S, consideriamo inappropriato fare una affermazione del genere.

Viste le reazioni della intera ala ed esponenti politici di opposizione e le forti dichiarazioni dal ministro degli Interni, Matteo Salvini rappresentante della Lega, secondo partito di governo, contro Nicolas Maduro, il Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri, Manlio Di Stefano, il Venerdì, 1 febbraio nel tentativo di chiarire la posizione del M5S ha detto (parafrasando) che il governo che in gran parte loro dirigono, non riconosce Guaidó ma nemmeno a Maduro e che per trattarsi di una questione dei venezuelani dovrebbe essere risolta dai venezuelani e l’Italia riconoscerà la risoluzione raggiunta dai venezuelani, basandosi sul principio di non ingerenza e sostenendo che l’Italia non poteva fare lo stesso errore che con la Libia (dopo il riconoscimento del governo di transizione è scoppiata la sanguinosa guerra civile libica), mettendo cosi al governo italiano in una posizione che ci ricorda per analogia a Ponzio Pilato.

A queste affermazioni, Juan Guaidó ha risposto lo stesso giorno agli inviati della RAI a Caracas, che si aspetta che l’Italia, un paese con il quale il Venezuela ha enormi legami sia perché ha contribuito molto al Venezuela in questioni sociali, economiche e culturali attraverso l’immigrazione italiana nel suo territorio, sia per le relazioni strette e armoniose, capisca che in Venezuela non c’è il rischio di una guerra civile perché il 90% dei venezuelani vuole un cambio di regime.

Italia, col veto del M5S non è stato l’unico paese dell’Unione Europea che si è rifiutato di riconoscere Guaidó accanto a lei anche l’Austria e Grecia si sono astenuti anche sulla base di una possibile guerra civile in Venezuela se riconoscevano a Guaidó , argomento che è stato introdotto nell’alta politica europea da Mevlüt Cavusoglu ministro degli affari esteri di Recep Tayyip Erdogan, il presidente turco alleato di Nicolás Maduro e partner commerciale dell’UE, i alcuni paesi dell’Unione europea.

In assenza di un consenso unanime da parte dei paesi membri dell’Unione per il riconoscimento di Guaidó da parte del Consiglio, è stata accordata la creazione di un gruppo di contatto tra i paesi europei e latinoamericani, con una durata iniziale di 90 giorni che avrà il compito di guidare al Venezuela verso un’uscita pacifica e democratica dalla crisi, attraverso lo svolgimento delle elezioni presidenziali.

Il gruppo di contatto promuoverà la comprensione e l’azione comune tra importanti attori internazionali sulla situazione in Venezuela. Esso si compone dall’UE e molti dei suoi paesi membri, come la Francia, Regno Unito, Germania, Portogallo, Spagna, Olanda, Italia e Svezia, mentre dal lato latinoamericano ci sono l’ Ecuador, Costa Rica, Uruguay e Bolivia, come pure dagli altri stati che saranno annunciati nei prossimi giorni.

Concludiamo dicendo che anche se non applaudiamo ne consideriamo prudenti le decisioni raggiunte e le posizioni negligenti prese dalla diplomazia italiana, facciamo appello a tutti i nostri lettori connazionali venezuelani per evitare considerazioni e giudizi xenofobi contribuito così tanto durante il ventesimo secolo al nostro Venezuela. Gli italiani non sono colpevoli della negligenza di alcuni dei loro attori politici, proprio come i venezuelani non sono tutti, responsabili delle barbarie e della negligenza della loro classe politica. Dio benedica il Venezuela.

Gabriel Parra Dicillo.

Italia como Poncio Pilatos Reconocimiento del Parlamento Europeo a Juan Guaidó

En nuestro post anterior dimos nuestra opinión y aclaramos a nuestros lectores en dónde reside la legalidad constitucional y legitimidad de Juan Guaidó y cual es el coyuntura actual de Venezuela. En ésta oportunidad en cambio, hablaremos de la posición europea respecto a Venezuela.

El pasado Jueves 31 de Enero, el Parlamento Europeo, presidido por el europarlamentario italiano Antonio Tajani, representante del partido político de centro derecha liberal Forza Italia, aprobó una resolución de apoyo y reconocimiento a Juan Guaidó.

Dicha resolución está basada en 4 puntos fundamentales. En primer lugar, el reconocimiento y respaldo a Juan Guaidó como presidente interino de Venezuela en respeto del art. 233 de CNRBV y a la Asamblea Nacional como único organismo y poder democrático existente en Venezuela, para convocar a elecciones presidenciales libres y democráticas. El segundo punto, es el rachazo del europarlamento al ejercicio de la violencia en Venezuela, en todas sus formas y proveniencia. El tercer punto, es la creación de un grupo de contacto que tendrá como mediadores al gobierno de Juan Guaidó y los gobiernos de la UE para garantizar la realización de dichas elecciones. Y el cuarto punto, es la liberación de los periodistas internacionales detenidos recientemente en Venezuela, entre ellos, un periodista español.

La resolución fue aprobada tras el ultimátum dado por los gobiernos de España, Francia y Alemania a Nicolás Maduro de convocar a elecciones presidenciales libres en 8 días o estos reconocerían a Juan Guaidó como presidente interino, en base a los artículos constitucionales de Venezuela, 233, 333 y 350. Impulsada por la europarlamentaria española, Beatriz Becerra, artífice de la discusión sobre Venezuela en el europarlamento y de la aplicación de sanciones a los funcionarios chavistas en 2017 y por el presidente del Partido Popular Español Juan Pablo Casado, quien está solicitando a la UE nuevas sanciones para los altos funcionarios chavistas como la congelación de cuentas y embargos inmobiliarios dentro de los territorios de la UE.

Está resolución complementa las decisiones de la administración Trump de poner los activos de la República Bolivariana de Venezuela congelados en U.S.A a disposición de la Asamblea Nacional de Venezuela (Parlamento) y refuerza su legitimidad brindadole un poder fáctico del que carece al no contar con el apoyo de los altos mandos militares venezolanos, al servicio de la narco dictadura comunista.

Sin embargo, la misma al no tratarse de un asunto comunitario sino de carácter extracomunitario, no es vinculante dejando su cumplimiento como una responsabilidad de cada uno de los Estados que de haber logrado la unanimidad, habrían generado el reconocimiento también de la Unión Europea a Juan Guaidó.

Considero pertinente puntualizar que si bien el Parlamento Europeo es parte del proyecto comunitario, la unión está conformada tanto por el parlamento que regula la cuestiones legislativas, constitucionales y presupuestarias como por el Consejo Europeo, que reúne a los jefes de Estado y de gobierno de los países de la unión y que para asuntos internos está vinculado al Parlamento y, la Comisión Europea que ostenta el brazo ejecutivo de la unión para asuntos internos así como el Alto Representante de la Unión para Asuntos Externos y Politica de Seguridad, cargo ejercido hoy por la italiana Federica Mogherini, quien es nombrado por el Consejo Europeo con la aprobación de la Comisión Europea. Lo que implica que los procesos decisionales suelen ser bastante complejos.

¿Por qué Italia no reconoce a Juan Guaidó?

Para poder aproximarnos a una comprensión de la situación, debemos aclarar algunos detalles que quedan muy confusos y en el aire.

El primero, es que no se trata de Italia sino de una facción política de gobierno, el segundo, que dada la forma de gobierno, la estructura de Estado y constitucional y la coyuntura política italiana reciente, el gobierno italiano actual está conformado por 2 partidos que con 3 exponentes conforman un triunvirato de corte romano, como el histórico de Pompeyo Magno, Caio Julio Cesar y Marco Craso, hoy formado por Giuseppe Conte, Luigi di Maio y Matteo Salvini, por lo tanto, tampoco se trata del gobierno en su totalidad sino de una de las 2 facciones del gobierno. Lamentablemente, la que mas peso tiene.

La resolución del europarlamento al tratarse de un asunto extracomunitario, no es vinculante por lo tanto, no obliga a los países sino que hace un llamado, en éste caso, al sentido común. Al no ser apoyada por el Movimiento 5 Estrellas, facción dominante del gobierno italiano, las reacciones en su contra no se hicieron esperar dentro de la numerosa comunidad italovenezolana, los detractores italianos y opositores al gobierno y los exponentes políticos liberales y del centroderecha basadose en las corrientes ideológicas compartidas entre el M5S y el antiguo MVR como el altermundismo, antisistema, antieuropeismo, nuevo orden mundial, etc, sino además, por sus presuntas relaciones directas de pasado reciente y de antaño con el chavismo y la expresa admiración de exponentes del Movimiento 5 Estrellas como Alessandro Di Battista a modelos altermundistas y contrasistema como el ALBA asi como al conocimiento de estos dirigentes de oposición y su toma de consideración sobre la coyuntura venezolana y la grave situación de los venezolanos y los italianos en Venezuela.

¿Apoya el gobierno italiano a la dictadura de Maduro?

Como italovenezolanos, si bien, somos férreos opositores al M5S, comsideramos inapropiada hacer tal afirmación.

Dadas las reacciones de toda el ala y exponentes políticos de oposición, asi como las contundentes declaraciones del Ministro de Interior, representante de La Lega, segundo partido de gobierno, Matteo Salvini contra Nicolás Maduro, el Subsecretario de Estado de Asuntos Exteriores, Manlio Di Stefano, el día Viernes 01 de Febrero, en un intento de clarificar la posición del M5S, afirmó (parafraseándolo) que el gobierno que ellos mayoritariamente presiden, no reconoce a Guaidó pero tampoco a Maduro y que tratandose de un asunto de los venezolanos, debe ser resuelto por los venezolanos e Italia reconocería la resolución por los venezolanos alcanzada, badandose en el principio de no injerencia y argumentando que Italia no podía cometer el mismo error que con Libia en donde luego del reconocimiento del gobierno transicional se desató la cruenta guerra civil libia, por lo pone al gobierno italiano en una posición que nos recuerda por analogía a Poncio Pilatos.

A dichas declaraciones, Juan Guaidó respondió el mismo día a los enviados de RAI en Caracas, que espara que Italia, país con el que Venezuela poseé enormes lazos y que mucho ha aportado a Venezuela en lo social, económico y cultural a través de la inmigración y las estrechas y armónicas relaciones, comprenda que en Venezuela no existe el riesgo de una guerra civil pues el 90% de los venezolanos queremos un cambio de régimen.

Italia, producto del veto del M5S, no fue el único país de la Unión Europea que se abstuvo de Reconocer a Guaidó, junto a ella, Austria y Grecia también se abstuvieron bajo el argumento de una posible guerra civil en Venezuela si se reconoce a Guaidó, el cual fue introducido en la alta política europea con las advertencias de Mevlüt Çavusoglu, ministro de asuntos exteriores de Recep Tayyip Erdoğan, presidente de Turquía, aliado de Nicolás Maduro y socio comercial de la UE y fe algunos países de la unión.

Ante la falta de consenso por unanimidad en los paises miembros de la Unión para el reconocimiento de Guaidó por parte el Consejo, se decidió la creación de un grupo de contacto entre países europeos y latinoamericanos, con una duración inicial de 90 días, para guiar a Venezuela hacia una salida pacífica y democrática a la crisis, mediante la celebración de elecciones presidenciales.

El grupo de contacto promoverá el entendimiento y la acción común entre actores internacionales de importancia sobre la situación en Venezuela. Estará formado por la UE, así como por varios de sus países miembros, como Francia, Reino Unido, Alemania, Portugal, España, Holanda, Italia y Suecia, mientras que en la parte latinoamericana están Ecuador, Costa Rica, Uruguay y Bolivia, además de otros Estados que serán anunciados en los próximos días.

Concluímos expresando que si bien no aplaudimos ni consideramos prudente las decisiones alcanzadas y posturas negligentes asumidas por la diplomacia italiana, hacemos un llamado a todos nuestros connacionales y lectores venezolanos a evitar las consideraciones y juicios de corte xenófobo contra el pueblo italiano y la comunidad italovenezolana, que tanto ha aportado a lo largo del siglo XX a nuestra Venezuela.

No son los italianos culpables de la negligencia de algunos de sus actores políticos, así como no son todos los venezolanos, responsables de la barbarie y negligencia de su clase política. Dios bendiga a Venezuela. Gabriel Parra Dicillo.

L'Italia come Ponzio Pilato


Photo credits: Margaret Dallospedale, ABC.es, IG @Ipaniza e @rolandcarreño

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