Weekend sull’Etna

Weekend sull'Etna

Quando la Sicilia chiama è d’obbligo rispondere; anche solo per un weekend.

Da Catania due giorni intensi iniziano con una prima scalata dell’Etna, macchina a noleggio e via, per accomodarsi nello splendido Shalai, a Linguaglossa, antica casa nobiliare, poche camere dal fascino discreto quanto elegante.

Un tuffo nella piscina idromassaggio o per i più viziosi un bel massaggio rilassante, completando con sauna, bagno turco e una tisana, da sorseggiare bordo acqua. Per l’occasione ho esibito (fiera del mio acquisto) il costume intero modellante Bonprix, ottimo per chi, come me, è formosa e vorrebbe eliminare la pancia di troppo. Meno di 30 euro (senza tener conto degli sconti) per un bel intero sgambato con fibbia e scollatura centrale e coppette laterali che spingono il seno verso il centro. La pancia c’è ma è bella compressa. L’attenzione è dirottata sul resto. La mia prova costume è iniziata e il miracolo è compiuto! Dopo tisane e massaggi drenanti un languorino ci ha ricordato l’orario.

Weekend sull’Etna: tra natura, benessere e… vini

Per la cena la soluzione è in casa: il ristorante stellato dello chef Giovanni Santoro prende spunto dalle solide e massicce tradizioni sicule per interpretare la materia prima del territorio alleggerendo, sgrassando, dando grazia a una cucina conviviale quanto concreta. Ed è qui che abbiamo incontrato per la prima volta Mariangela Cambria, il lato femminile e la punta di diamante dell’azienda Cottanera, alle pendici dell’Etna che ci ha guidato nella degustazione. Tra i piatti cult sono sicuramente da segnalare il gambero rosso di Mazara del Vallo su centrifuga di pomodoro perfettamente abbinato con il suo Etna Bianco affinato sui lieviti per circa 6 mesi, massimo 30.000 bottiglie. È venuto poi il momento dell’Etna rosato 2016, solo 10.000 bottiglie di Nerello Mascalese al 100% che abbiamo gustato con la guancetta di manzo in gelatina di agrumi, briciole di frolla salata e vinagreitte ai peperoni arrostiti, tipica della zona. Subito riprovato con il nostro piatto che più abbiamo apprezzato allo Shalai, la zuppetta calda di crostacei con spaghettino artigianale spezzati. Infine il bel Rosso Etna 2013, 20.000 bottiglie di Nerello Mascalese al 100% affinato per 11 mesi in botti di rovere grandi e carati di rovere francese a media tostatura da 500 litri. Perfetto l’abbinamento con il filetto di maialino nero dell’Etna scottato al burro d’erbe, con glassa dolce al vino cotto e verdure di campagna saltate all’aglio, tipico della zona.

Weekend sull’Etna con Cottanera

Scopriamo che l’azienda Cottanera è a poca distanza dall’hotel: ecco la prossima meta del nostro viaggio siculo, un weekend alle pendici dell’Etna. Colazione curata l’indomani, con pane casereccio, croissants, panna cotta e tortini al cioccolato, senza disdegnare i formaggi della zona e i salumi tipici, si parte per Castiglione di Sicilia. Si lascia la macchina a Linguaglossa perchè il fascino di prendere la circumetnea, il piccolo trenino a due vagoni che sale fino a Randazzo, solo a mezzora di percorso, è unico. Una cittadina da visitare con le sue chiese e poi via, grazie a un passaggio di Mariangela Cambria, la quota rosa dell’azienda, fino alla tenuta.

Terra lavica e cielo si incontrano a Castiglione di Sicilia, terreno nero e fertile che abbraccia una macchia mediterranea di un verde intenso. Alla cantina Cottanera anche la vendemmia è rosa: raccolta totalmente a mano dalle donne, le protagoniste dell’agricoltura locale. Un bel giro nelle cantine e poi le degustazioni dei vini, accompagnati preparate dalle solide ricette della tradizione, animano un’azienda che vede passare le nubi con la stessa velocità con cui si finisce una bottiglia. Paccheri di zucchine fritte due volte, pomodorini secchi, la ricotta dei pastori, gli arancini, il salamino artigianale e tanta verdura: vengono da lontano per la cucina casalinga che si degusta alla cantina.

Si torna a Linguaglossa per prendere l’auto, un’altra notte allo Shalai e via per la nostra ultima giornata in Sicilia. Si parte per i Giardini di Naxos e Taormina, scegliamo di sacrificare la spiaggia per una visita alla città che è stata da poco teatro del G7 e prendiamo la funivia per passeggiare sul modaiolo Corso Umberto, assaporando una granita come non l’abbiamo mai provata, di pura frutta. Una visita, immancabile, ai giardini della Villa Comunale con la splendida vista sulla baia, un aperitivo e un pranzo veloce al Belmond Grand Hotel Timeo e, purtroppo, il ritorno a Catania per prendere l’aereo, al volo, non volevamo lasciare la splendida Sicilia.