Come riacquistare sicurezza: il viaggio verso il proprio centro

Come riacquistare sicurezza: il viaggio verso il proprio centro
📢 Trasparenza: Questo post può contenere link in affiliazione o collaborazioni pubblicitarie. Se acquisti tramite i miei link, potrei ricevere una piccola commissione senza alcun costo extra per te. Questo mi permette di continuare a offrirti contenuti gratuiti e verificati. Leggi la mia Informativa sulla Trasparenza completa.

*Post contente link in affiliazione – C’è un silenzio strano che si porta dietro chi sente di aver perso la sicurezza in se stesso. Non è quel silenzio rigenerante di una camminata nel bosco, ma un vuoto nello stomaco, una specie di esitazione che precede ogni gesto, anche il più semplice come ordinare un caffè o rispondere a un’email. Ci si sente come se fossimo stati “scoperti”, come se il mondo si fosse accorto che, in fondo, non sappiamo bene cosa stiamo facendo. Una situazione complicata soprattutto per chi deve affrontarlo per la prima volta. Oggi vorrei raccontarvi come riacquistare sicurezza a piccoli passi. Un modo che mi ha aiutato personalmente e che metto in pratica quando non mi sento all’altezza.

Spero che in qualche queste parole possano aiutare a chi ne ha bisogno. L’aiuto di un esperto è sempre la scelta migliore, ma capisco che a volte serve fare un primo passo da soli per poi chiedere supporto e sostegno.

Come riacquistare sicurezza: il viaggio verso il proprio centro

Se ti trovi in questo spazio grigio, caro esploratore di emozioni, la prima cosa che devi sapere è che non sei rotto. La sicurezza non è un oggetto che si rompe e va riparato; è più simile a una frequenza radio che, ogni tanto, perde il segnale a causa delle interferenze della vita. L’ho capito con il tempo e tentando più volte di capire cosa mi accedeva.

La bugia del “Sentirsi Pronti”

Passiamo metà dell’esistenza ad aspettare il momento in cui ci sentiremo “abbastanza” per fare quel passo, per cambiare lavoro o per dichiarare un sentimento. Aspettiamo che l’ansia svanisca del tutto. Ma la verità, quella che nessuno scrive nei manuali di auto-aiuto patinati, è che la sicurezza non arriva mai prima dell’azione. Arriva quasi sempre dopo, o peggio, durante.

Riacquistare sicurezza significa accettare di fare le cose tremando. Significa smetterla di chiedere il permesso al proprio timore. Abbiamo l’idea sbagliata che le persone sicure siano quelle che non dubitano mai di sé; al contrario, le persone davvero solide sono quelle che hanno un rapporto confidenziale con il proprio fallimento. Hanno capito che cadere non è il contrario di avere successo, è semplicemente una parte del movimento.

Disimparare il disprezzo

Spesso la nostra insicurezza è alimentata da un tribunale interno che non va mai in vacanza. Ci diciamo cose che non oseremmo mai sussurrare al nostro peggior nemico. “Ecco, hai sbagliato di nuovo”, “Si vede che non sei all’altezza”, “Perché gli altri ci riescono e tu no?”.

Per tornare a camminare a testa alta, bisogna prima di tutto dichiarare una tregua. Non serve diventare ottimisti a tutti i costi – l’ottimismo tossico è stancante quanto il pessimismo – ma serve diventare onesti. Essere onesti significa riconoscere che una giornata storta non definisce il valore di un’intera esistenza. Significa guardarsi allo specchio e vedere un essere umano in divenire, non un prodotto finito che deve superare un test di qualità.

La geografia dei piccoli spazi

Quando ci sentiamo insicuri, il mondo ci sembra enorme e noi minuscoli. La tentazione è quella di ritirarsi, di occupare meno spazio possibile, di non disturbare. Riacquistare sicurezza richiede una contromossa fisica e mentale: riprendersi i propri spazi, un centimetro alla volta.

Non puntare subito alla vetta della montagna. Inizia a riconquistare le pianure. Scegli una piccola sfida quotidiana, qualcosa che ti metta un minimo di disagio ma che sia gestibile. Può essere dire “no” a una richiesta che ti pesa, o indossare quel vestito che pensi sia “troppo” per te. Ogni volta che occupi il tuo spazio senza scusarti, stai mandando un messaggio potente al tuo inconscio: “Io ho il diritto di essere qui”.

Come riacquistare sicurezza
La Scelta della Redazione *Link in affiliazione

Il potere emotivo dei gesti.
presenza, autostima, sicurezza: usa il linguaggio del corpo per affrontare le sfide più difficili

Nelle situazioni ad alta tensione – esami, colloqui di lavoro, incontri decisivi a livello personale -, quando vorremmo dare il meglio di noi, ci ritroviamo spesso a dare il peggio.

Scoprilo nella mia selezione →

L’importanza delle crepe

C’è una bellezza profonda nelle persone che hanno ricostruito la propria fiducia dopo un crollo. Hanno una luce diversa, meno arrogante e più profonda. La sicurezza che nasce dalle macerie è la più resistente, perché non si basa sull’illusione di essere perfetti, ma sulla certezza di poter sopravvivere alla tempesta.

Accetta quel tremolio che senti dentro, non soffocarlo. Se mentre parli la voce si incrina, lasciala fare: non è un segno di debolezza, ma la prova che sei presente, che quella situazione ti scuote perché ti appartiene. È la tua verità che prova a uscire, nuda e cruda. In fondo, la sicurezza non è quella corazza lucida che mostrano certi guru, ma la capacità di restare in piedi anche quando le gambe vorrebbero scappare, dicendo a se stessi: “Ho una paura folle, eppure resto qui”.

Tornare a darsi fiducia è un percorso sporco, faticoso, fatto di passi avanti e tre indietro. Non aspettarti una strada dritta e asfaltata; somiglia più a un sentiero interrotto dove ci si perde e ci si ritrova continuamente. Ma è proprio in quel disordine, tra un dubbio e una nuova scoperta, che ricominci a sentirti davvero a casa.

Esplorare è vivere, Partiamo!

Post non sponsorizzato â€“ Photo credits utilizzabile gratis secondo la Licenza per i contenuti di Pixabay

*Post contente link di AMAZON. In qualità di affiliato Amazon ottengo dei guadagni dagli acquisti idonei.

Margaret Dallospedale

My name is Margaret Dallospedale and I was born in USA, but I'm Italian, Venezuelan & U.S. citizen. I'm travel blogger, travel agent and travel writer. I write my trips, my experiences, my ideas, my reviews and my inspirations. In my website I do not give any kind of advice, but only suggestions. I hope you can appreciate it.

Torna in alto