La notte del 12 settembre 1952, un’ondata di panico e mistero travolse la piccola comunità di Flatwoods, West Virginia. Un evento inspiegabile, alimentato da un presunto avvistamento di una creatura aliena, avrebbe dato vita a una delle leggende più affascinanti e durature della criptozoologia e dell’ufologia americana: il Mostro di Flatwoods.
La notte del 12 settembre 1952, un’ondata di panico e mistero travolse la piccola comunità di Flatwoods, West Virginia. Un evento inspiegabile, alimentato da un presunto avvistamento di una creatura aliena, avrebbe dato vita a una delle leggende più affascinanti e durature della criptozoologia e dell’ufologia americana: il Mostro di Flatwoods.
La notte del 12 settembre: un’inspiegabile caduta
Tutto ebbe inizio poco dopo il tramonto, quando un gruppo di ragazzi del posto, tra cui due fratelli, Edward e Fred May, stavano giocando a palla. Improvvisamente, videro un oggetto luminoso solcare il cielo notturno, descritto come un globo infuocato che lasciava dietro di sé una scia colorata. L’oggetto sembrò precipitare dietro una collina, sulla proprietà di un contadino locale. Pensando che potesse trattarsi di un aereo precipitato, i ragazzi corsero a casa a raccontare l’accaduto alla madre di Edward e Fred, Kathleen May.
Decisa a verificare di persona, la signora May si unì a un gruppo di sette persone, tra cui un membro della Guardia Nazionale, Eugene Lemon. Armati di una torcia, si avventurarono nella nebbia che cominciava a salire sul fianco della collina, seguendo l’odore metallico e acre che sembrava provenire dal luogo dell’impatto. Man mano che si avvicinavano, i testimoni videro una luce pulsante e rossastra.
L’incontro con il mostro di Flatwoods
Quando raggiunsero la cima della collina, il gruppo rimase paralizzato dalla paura. A circa 15 metri da loro, a fianco di una quercia, videro una figura imponente, alta quasi tre metri. La descrizione che ne fecero fu inquietante e dettagliata: la creatura aveva un corpo scuro, una testa che sembrava un asso di picche e, intorno a essa, una specie di “cappuccio” a forma di cappa. I suoi occhi, luminosi e rossi, sembravano proiettare un fascio di luce. Le mani erano descritte con lunghe dita artigliate.
Mentre il gruppo osservava la figura in preda al terrore, questa emise un suono sibilante e cominciò a “galleggiare” verso di loro. Il panico si diffuse: la signora May svenne, e tutti fuggirono precipitosamente verso casa, terrorizzati. Alcuni dei testimoni accusarono sintomi come nausea e gola irritata per giorni, che molti attribuirono all’odore acre emanato dalla creatura. La vicenda fu subito riportata alle autorità locali e l’Air Force americana avviò un’indagine, anche se le conclusioni ufficiali furono insoddisfacenti e non risolsero il mistero.
Tra ufologia e spiegazioni razionali
L’incidente di Flatwoods divenne rapidamente un’icona nella cultura popolare e nel folklore americano, alimentando dibattiti tra scettici e sostenitori della tesi aliena. La leggenda del Mostro di Flatwoods si inserisce perfettamente nel contesto degli anni ’50, un periodo d’oro per gli avvistamenti UFO e le storie di contatti extraterrestri.
Le spiegazioni razionali, tuttavia, non tardarono ad arrivare. Molti ufologi scettici e ricercatori, come Joe Nickell, hanno avanzato teorie che miravano a demistificare l’evento. La spiegazione più accreditata suggerisce che la luce luminosa nel cielo fosse in realtà un meteora che passò sopra il Maryland e la Pennsylvania prima di dirigersi verso la Virginia Occidentale, un fenomeno documentato quella sera. La “creatura”, invece, sarebbe stata un barbagianni.
I barbagianni, animali notturni con una testa rotonda che ricorda la forma di un cuore o, in questo caso, un asso di picche, quando sono spaventati o illuminati da una torcia, possono emettere un verso sibilante e agitarsi, confondendo un osservatore. L’ombra della torcia e la nebbia avrebbero potuto ingigantire la figura, facendola apparire alta e minacciosa. L’odore acre, infine, potrebbe essere stato causato da una combinazione di gas lacrimogeno (usato in un’esercitazione militare vicina) o, più semplicemente, dall’effetto suggestivo del terrore collettivo.
Un’eredità che continua a vivere
A prescindere dalla spiegazione che si voglia abbracciare, il Mostro di Flatwoods è diventato un simbolo di mistero e fascino. La storia ha ispirato libri, film, videogiochi e persino un museo dedicato nella contea di Braxton. La città di Flatwoods accoglie i visitatori con un’iconica sedia a forma del mostro e si autodefinisce la “casa del mostro verde”, celebrando una leggenda che, a dispetto delle spiegazioni razionali, continua a vivere e a stimolare l’immaginazione. Che si sia trattato di un barbagianni spaventato o di un visitatore da un altro mondo, la notte di Flatwoods rimarrà per sempre un capitolo affascinante e controverso nella storia dei misteri inspiegabili.
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Margaret Dallospedale
MARGARET DALLOSPEDALE Agente di viaggio dal 2001 e Direttore Tecnico iscritto all’albo professionale. Dal 2010 esploro il mondo come Travel Advisor e blogger, pubblicando guide quotidiane per chi cerca viaggi autentici e senza imprevisti. La mia missione? Trasformare ogni itinerario in un’esperienza straordinaria grazie a oltre vent'anni di competenza tecnica nel settore turistico. Exploring is living, Let's go!