Un’escursione tra natura selvaggia, silenzio e storia militare
L’isola di Palmaria, situata proprio di fronte a Portovenere, è una piccola gemma del Golfo dei Poeti, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Raggiungerla è semplice: bastano cinque minuti di traghetto da Portovenere per arrivare a Terrizzo, il piccolo molo d’approdo dell’isola.
Attenzione però: in bassa stagione il servizio è ridotto e viene effettuato con imbarcazioni più piccole; quindi, è sempre bene informarsi in anticipo sugli orari dei traghetti.
Un’isola silenziosa, abitata da capre e camminatori
In autunno e inverno Palmaria mostra il suo lato più autentico. Non ci sono bar né ristoranti aperti, e il numero delle capre supera di gran lunga quello dei residenti. Per questo motivo è importante portare con sé acqua e cibo: sull’isola non si trova nulla, ma proprio questo isolamento la rende speciale. Camminare in silenzio tra macchia mediterranea, falesie e antiche fortificazioni regala una sensazione di pace e di libertà difficile da descrivere.

Il giro dell’isola: un anello panoramico di 7-8 km
Appena arrivati a Terrizzo, si possono seguire i cartelli “Giro isola”, che consigliano di percorrere l’anello in senso antiorario. Il motivo è semplice: la parte occidentale dell’isola è la più impervia e scoscesa; quindi, è meglio affrontarla in salita piuttosto che in discesa.
Il percorso ad anello misura circa 7-8 chilometri, con un dislivello complessivo di 600 metri e un tempo di percorrenza di circa tre ore, soste fotografiche comprese.
Durante l’escursione si alternano tratti di sterrato e sentieri più rocciosi, con scorci spettacolari sulle falesie a picco sul mare e vedute che spaziano fino alle Cinque Terre e al promontorio di Portovenere. Ogni curva regala un panorama diverso: dire che è mozzafiato è davvero riduttivo.
Il “Sentiero dei condannati” e le tracce del passato militare
Uno dei tratti più suggestivi è il cosiddetto Sentiero dei condannati, che attraversa l’isola da Terrizzo fino alla Fortezza del Pozzale, un tempo utilizzata come prigione militare. Palmaria, infatti, ha avuto una lunga storia strategica: ancora oggi si possono osservare bunker, postazioni militari e resti di fortificazioni che ricordano il suo passato difensivo.
La Fortezza del Pozzale, conosciuta anche come Forte Cavour, risale all’Ottocento e fu parte del sistema di difesa del Golfo della Spezia. Oggi è chiusa e in disuso, ma la sua mole imponente domina la costa meridionale dell’isola e contribuisce a creare un’atmosfera sospesa tra natura e storia.
Un paradiso naturale (quasi) dimenticato
In passato esisteva anche un percorso botanico con pannelli informativi dedicati alla flora mediterranea dell’isola, oggi purtroppo abbandonato. Tuttavia, la varietà della vegetazione — tra pini marittimi, lecci, lentischi e mirti — accompagna costantemente il camminatore.
Chi ama la fotografia di paesaggio troverà qui infinite ispirazioni: giochi di luce sul mare, scogliere scolpite dal vento e viste aeree su Portovenere e l’arcipelago.
Consigli utili per l’escursione
- Lunghezza: 7-8 km
- Dislivello: circa 600 m
- Durata: 3 ore circa
- Difficoltà: escursionistica (EE nei tratti più ripidi)
- Punto di partenza: Terrizzo (raggiungibile in traghetto da Portovenere)
- Periodo consigliato: primavera o autunno; in estate può essere molto caldo
- Equipaggiamento: scarpe da trekking, scorta d’acqua, snack/pranzo al sacco
- Avvertenze: informarsi sempre sugli orari dei traghetti
Il giro dell’isola di Palmaria è un’escursione breve ma intensa, perfetta per chi cerca un’esperienza autentica a contatto con la natura e la storia.
Un piccolo mondo selvaggio a pochi minuti da Portovenere, dove il rumore delle onde e il belato delle capre sono gli unici suoni a tenerti compagnia.
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