C’è qualcosa di magico che accade quando l’inverno inizia a sciogliersi e la primavera bussa alle porte del Medio Oriente. Se chiudete gli occhi e pensate alla Giordania, probabilmente immaginate distese di sabbia infuocata e rocce arse dal sole. Ma voi, esploratori di emozioni, sapete che la realtà è spesso molto più sfaccettata di una cartolina. Visitare la Giordania a marzo significa scoprire un volto di questo Paese che molti turisti estivi non vedranno mai: un volto fresco, rigoglioso e incredibilmente accogliente.
Giordania a Marzo: perché scegliere questa destinazione!
Il clima perfetto: né troppo caldo, né troppo freddo
Il primo motivo, quello più pragmatico ma fondamentale, è il meteo. Diciamocelo chiaramente: camminare per chilometri tra i canyon di Petra sotto il sole di agosto può trasformarsi in una prova di sopravvivenza. A marzo, invece, l’aria è frizzante al mattino e piacevolmente tiepida durante il giorno.
Le temperature oscillano tra i 15 e i 22 gradi, il che rende perfetto esplorare i siti archeologici senza finire le scorte d’acqua dopo mezz’ora. Certo, di sera nel deserto del Wadi Rum avrete ancora bisogno di una buona giacca pesante, ma quel freddo secco, sotto un tappeto di stelle che sembra quasi di poter toccare, fa parte della poesia del viaggio.
Un deserto che non ti aspetti: il verde della Dana Reserve
Molti non lo sanno, ma marzo è il mese in cui la Giordania “fiorisce”. Sì, avete letto bene. Se vi spingete verso la Riserva della Biosfera di Dana o lungo i sentieri che portano verso il nord, vicino a Jerash, troverete colline ricoperte di un verde tenero e tappeti di fiori selvatici, tra cui l’iconico iris nero, il fiore nazionale. Vedere i contrasti tra il rosso della roccia e il verde dell’erba nuova è un colpo d’occhio che lascia senza fiato. È il momento ideale per il trekking: i wadi sono pieni d’acqua e l’aria profuma di terra bagnata e libertà.
Amman: Petra, Wadi Rum e Mar Morto: tour di 2 giorni
Visita l’antica città scolpita nella roccia di Petra con un tour di 2 giorni da Amman. Galleggia nelle acque ricche di minerali del Mar Morto e scopri la bellezza del Wadi Rum pernottando in un campo beduino.
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Prenota l’EsperienzaPetra senza la folla estiva
Petra è il sogno di ogni viaggiatore, ma viverla con la calma che merita è un lusso. A marzo, nonostante sia l’inizio dell’alta stagione, si respira ancora un’atmosfera di attesa. Potete percorrere il Siq — quella stretta gola che conduce al Tesoro — sentendo solo il rumore dei vostri passi o il richiamo lontano di un beduino.
Prendetevi il tempo di salire fino al Monastero (Ad Deir). I quasi mille scalini saranno una passeggiata piacevole con la brezza primaverile, e una volta arrivati in cima, con un tè alla menta tra le mani, capirete perché questo luogo è considerato una delle meraviglie del mondo. La luce di marzo, più morbida rispetto a quella cruda dell’estate, è anche il paradiso per chi ama la fotografia: le sfumature di rosa, ocra e viola della roccia sembrano quasi dipinte.
Galleggiare nel Mar Morto e perdersi nel Wadi Rum
Un viaggio in Giordania non è completo senza l’esperienza surreale del Mar Morto. A marzo l’acqua inizia a scaldarsi, e galleggiare nel punto più basso della terra mentre il sole tramonta dietro le montagne della Giudea è un’esperienza che riconnette con il mondo.
E poi c’è lui, il Wadi Rum. Il “Vallo della Luna”. Dormire in un campo beduino a marzo significa godersi il fuoco acceso la sera, ascoltare le storie dei locali e poi, l’indomani, sfrecciare su una jeep tra dune che non scottano ancora troppo. C’è un silenzio, nel deserto di marzo, che è difficile da spiegare a parole; va vissuto.
Consigli da viaggiatore a viaggiatore
Se decidete di partire, ricordate che la Giordania è un Paese che va sorseggiato lentamente. Non correte da un sito all’altro. Fermatevi a parlare con la gente di Amman, assaggiate il mansaf (il piatto nazionale a base di agnello e yogurt) e lasciatevi guidare dall’ospitalità spontanea di questo popolo. I giordani dicono spesso “Ahlan wa Sahlan” (Benvenuto), e a marzo, con l’energia della nuova stagione, lo dicono con un sorriso ancora più grande.
In conclusione, la Giordania a marzo è un abbraccio. È il calore che ritorna, è il colore che esplode dove non te lo aspetti, è la storia che ti parla senza l’oppressione del caldo estremo. È il viaggio ideale per chi vuole riempire gli occhi di bellezza e il cuore di stupore.
Allora, siete pronti a lasciarvi incantare dal regno hashimita? Mettete in valigia scarpe comode, una sciarpa leggera per il vento del deserto e tanta voglia di meravigliarvi.
Esplorare è vivere, Partiamo!
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Margaret Dallospedale
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