Miei carissimi esploratori di emozioni, se c’è una cosa che ho imparato in 25 anni passati a girare il mondo, è che la vera anima di un luogo si scopre a tavola. E sebbene la mia passione mi porti spesso verso l’adrenalina pura degli sport estremi, quando torno a casa, ciò che cerco è un abbraccio caldo, un comfort food che annulli il jet lag e mi ricordi la bellezza dell’esplorazione. In Giappone ho scoperto il ramen e così, una volta tornata, ho deciso di provare a fare il ramen casalingo.
In Giappone, ho trovato l’elisir: il Ramen. Ma come si fa il ramen casalingo?
Non parlo di quelle zuppette istantanee, ma di quel brodo profondo, stratificato, una vera sinfonia di sapori che richiede amore e pazienza. So che molti pensano sia una ricetta impossibile da replicare a casa. Ebbene, in qualità di agente di viaggi e travel blogger che ha mangiato Ramen in ogni izakaya di Tokyo e Osaka, vi dico: si può fare, e non è così complicato come sembra!
Oggi voglio condividere con voi la mia versione casalinga, quella che preparo per me e che mi fa sentire di nuovo in un piccolo quartiere giapponese.
Il Segreto per un Brodo che fa “Wow”: aromatizzare con il cuore
Una volta pronta la base, è il momento di dare quel kick che fa la differenza. Qui non si lesina con gli aromi: sono il biglietto aereo per Tokyo!
- Gli Aromi Essenziali: Portate il vostro litro di brodo a un bollore allegro. Io ci butto dentro, senza troppi complimenti, 3 o 4 fettine cicciotte di zenzero (sì, sbucciatelo prima!), un paio di spicchi d’aglio interi ma schiacciati (che rilascino l’anima), e tutta la parte verde del cipollotto, tagliata a pezzi grossolani. Lasciateli danzare nel brodo, come i miei pensieri quando sono in volo.
- L’Umami Turbo (La Svolta): E qui arriva il trucco del mestiere, quello che ho imparato in un minuscolo locale a Kyoto. Spegnete il fuoco, o comunque allontanatelo dal bollore. Il segreto è sciogliere con calma, nel brodo caldo, due cucchiai generosi di Miso (quella magica pasta di soia fermentata) e un “quanto basta” abbondante di Salsa di Soia.
Se siete ambiziosi, aggiungete anche un pizzico di quel miracoloso brodo di Dashi granulare (se non l’avete, correte a prenderlo al primo market asiatico: cambia la vita!).
Tempo: Lasciate sobbollire a fuoco basso per 15-20 minuti. Filtrate. Voilà, avete un brodo che fa invidia!

La perfezione dell’uovo (Nitamago)
Un Ramen senza l’uovo marinato è come un viaggio senza un’avventura inaspettata. Per me, l’uovo deve avere il tuorlo cremoso, quasi liquido.
- Cuocete le uova (a temperatura ambiente) per 6 minuti e 30 secondi esatti da quando l’acqua bolle. Poi, subito in acqua e ghiaccio per bloccare la cottura.
- Sgusciatele delicatamente e mettetele a marinare per almeno 2 ore (meglio una notte!) in un mix di Salsa di Soia, Mirin (vino dolce di riso) e un po’ d’acqua. Il risultato è un uovo sodo all’esterno, cremoso all’interno, con un sapore caramellato sublime.
I topping: la parte divertente e veloce
Mentre il brodo cuoce e l’uovo si marina, prepariamo il resto:
La Proteina: Se non avete tempo per il Chashu (maiale brasato), rosolate in padella delle sottili fette di lonza di maiale o usate del petto di pollo tagliato a listarelle. Anche un po’ di pancetta croccante funziona.
I Noodles: Usate noodles freschi da Ramen (li trovate al supermercato o online). Cuoceteli in acqua separata per il tempo indicato, scolateli bene e metteteli subito nella ciotola.
Le Verdure Croccanti: Affettate la parte bianca e verde del cipollotto fresco. Aggiungete germogli di soia e magari qualche fungo Shiitake reidratato e tagliato a fettine (perfetto per l’Umami).
Assemblaggio: l’opera d’arte nella ciotola
Questo è il momento in cui l’esplorazione diventa arte.
- Mettete i noodles sul fondo della ciotola.
- Versate il brodo bollente (deve essere caldissimo!).
- Disponete i topping: la carne, l’uovo marinato tagliato a metà, i cipollotti a rondelle, e magari un foglio di alga Nori.
- Un filo d’olio di sesamo tostato sopra.
Il Ramen è il simbolo di come anche il viaggio più complesso possa essere distillato in qualcosa di caldo e avvolgente. È la prova che la soddisfazione non sta solo nel risultato, ma nel processo: un brodo lungo e stratificato come la vita, reso semplice dalla passione. Pronti per un ramen casalingo?
Esplorare è vivere, Partiamo!
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Margaret Dallospedale
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